venerdì 12 settembre 2014

Foto

Gliele avevo chieste io. Sapevo che erano nel suo cellulare...foto fatte anni fa, sulla neve, al terminillo, foto con mamma e papà.
Di solito le faccio io le foto, così capita che non ci sono mai...quel giorno le avevo detto: "Mi fai una foto con mamma e papà?".

Stefania le ha ritrovate e me le ha date. Una cartellina con tante foto...dal 2007 al 2012. Io e lei che facciamo le cretine con facce buffe, i miei 31 anni...le foto sulla neve, il nostro corso di sci da fondo iniziato e mai terminato causa maltempo. E quella foto che sapevo di avere.

Mamma, papà al centro ed io. E io sorrido. Una foto, una delle poche che ho, in cui sto anche bene.

E quindi... niente. Una stretta al cuore, soprattutto guardando quelle del 2012, del mio compleanno, in cui taglio la torta che mi feci, quella con le farfalle, ed ho papà accanto, che ride, che mi guarda mentre la taglio... Ed ho fatto un balzo indietro...sono capitolata.

Succedeva spesso nel 2013, che stavo bene e poi improvvisamente stavo male.

E ieri ho rivissuto tutto, e districarsi dalle trame del passato può fare davvero male.

Ogni volta che vengo a trovare mamma continuo ad entrare nel suo studio e a immaginarmelo, lì sulla scrivania o davanti al computer, mentre ascolta canzoni anni 60 su Spotify, o De andrè e gaber.

La verità è che questo vuoto è difficile da colmare, la sua assenza è evidente e tangibile. Per quanto io cerchi di andare oltre sono pesantemente bloccata.

La verità è che i ricordi spesso non bastano e a volte fanno male. Forse sarebbe meglio non averne.
Più ami e più soffrirai.

 



11 commenti:

  1. Un abbraccio cara. Ti capisco.
    Domani è il compleanno di mia mamma, ma lunedì è l'anniversario della sua dipartita. Nonostante siano passati 9 anni, sto sempre male quando penso a lei ed è inevitabile, soprattutto quando mi guardo allo specchio e rivedo lei in me.

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    1. già...anche quando penso a tutto quello che vorrei condividere ora... un abbraccio a te che ci sei sempre!

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  2. Giulio, che in arte e immagine non è propriamente bravo, da poco tempo ha iniziato a disegnare fumetti. Un giorno mi ha portato un foglio e non c'è stato bisogno che mi dicesse che quello sgorbio in nero Bic fosse il nonno Luciano. Non so da che particolare si capisse ma l'insieme ricordava proprio mio padre. E allora inizi a pensare come sarebbe stato se lui non se ne fosse andato. Se avesse conosciuto i nipoti, ora che bambini sarebbero? Di sicuro migliori, perché li avrebbe portati in giro per musei, gli avrebbe raccontato la sua infanzia in campagna, sarebbe riuscito a fargli apprezzare le piccole cose. C'è un vuoto che ogni tanto sale e ti porta giù con se...poi passa.....purtroppo ritorna...sempre......

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    1. immagino che questa angoscia torni a cadenza regolare, ancor di più quando ci sono tappe da scoprire con i bambini, le feste, la scuola e tanto altro... però hanno te che sei davvero meravigliosa con loro, ed hanno la mitica Daria!

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  3. E' passato troppo poco tempo Silvia, e di tempo ne serve...credo che tu in questo mi possa solo insegnare qualcosa. Io ti dico solo, che questo dolore che ora senti, si trasforma, piano piano, diventa malinconia e i ricordi faranno meno male ed anzi, a volte, saranno sollievo e spinta per affrontare il futuro. Dimenticare non si può dimenticare e forse, per lo meno per me e per come vedo la vita, dare un senso ad una perdita e' difficile, però si può convivere con un passato che abbiamo amato e che purtroppo ora non c'è più ma che continuerà a vivere per estensione in noi, che lo ricordiamo e magari continuiamo a portare a vanto i suoi insegnamenti.
    Detto questo tra i denti, e rubando un pensiero a Raffaella di mammamimmononsolo, ti dico che sopravvivere a chi si ama e' dura.
    Forza Silvia ce la fai.

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  4. Ho perso mio padre il giorno di pasqua, è durissima e basta. Ti abbraccio forte.

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    1. è vero. È naturale ed è doloroso. C'è poco da dire.

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  5. Non è proprio vero che col tempo il dolore si placa. Nei primi mesi / anni più passa il tempo e più la mancanza è acuta perché giorno dopo giorno ti mancano le abitudini, la vicinanza, la condivisione. A volte dopo anni ti ritrovi a piangere a dirotto, all'improvviso, solo perché qualcosa ti ha ricordato chi non c'è più. Però è vero che col tempo si impara a convivere col dolore e lentamente le vecchie abitudini vengono soppiantate da quelle nuove perché mentre soffriamo continuiamo comunque a vivere e ad andare avanti... per fortuna

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    1. Il problema è che a volte mi dico che non voglio andare avanti. Forse sono solo molto stanca, forse tanto dolore tutto insieme richiede tempo..più tempo. Forse bisogna solo attraversarlo e portarselo dietro....grazie robin!

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  6. cara Silvia.... è presto, è dannatamente presto e ci vorrà molto tempo. Però non credo sia proprio vero che più ami più soffrirai. Lui è stata una presenza grandiosa e molto importante nella tua vita. Tuo padre era una persona eccezionale e meraviglioso era il vostro rapporto. Questa cosa è chiara ogni volta che parli di lui (e te la invidio molto, sappilo!). NOn dimenticarlo mai. Sii felice di quello che è stato, perchè non è scontato.
    un abbraccio grande grande

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